Google Pixel 11 Pro: tutte le novità, prezzo e caratteristiche

Google Pixel 11 Pro punta su Tensor G6, Gemini, nuove funzioni fotografiche e strumenti per creator. Ecco caratteristiche, prezzo e novità del nuovo top di gamma Google.

Non ci girerò troppo intorno: preferisco dirvi subito che il Google Pixel 11 Pro è uno di quegli smartphone che non prova a stupire con un cambiamento radicale nel design, ma punta tutto su ciò che succede quando inizi davvero a usarlo.

A prima vista, infatti, potrebbe sembrarvi molto simile alla generazione precedente. Ed effettivamente, almeno esteticamente, Google non ha deciso di stravolgere tutto.

Ma appena iniziamo a guardare cosa c’è dentro, il discorso cambia.

Abbiamo il nuovo Tensor G6, Gemini ancora più integrato nel sistema, nuove funzioni dedicate alla fotografia e ai video e perfino alcuni strumenti pensati appositamente per chi crea contenuti.

Quindi no, secondo me il Pixel 11 Pro non è uno smartphone da giudicare semplicemente guardando la scheda tecnica. Il vero punto è capire quanto tutte queste funzioni riescano a essere utili nella vita di tutti i giorni.

Google Pixel 11 Pro: cosa cambia davvero?

Partiamo dalla cosa più importante.

Il vero salto del Google Pixel 11 Pro non è una nuova forma, una fotocamera enorme o chissà quale rivoluzione hardware.

Google continua invece a puntare tantissimo sull’unione tra hardware, software e intelligenza artificiale.

E questo si vede praticamente ovunque.

La fotocamera prova a scegliere per voi il momento migliore da salvare, la tastiera può sistemare quello che dite mentre dettate un messaggio, Gemini diventa sempre più presente e ci sono anche nuove funzioni pensate per velocizzare la creazione di video per i social.

Insomma, il concetto è abbastanza chiaro: Google vuole che il telefono faccia sempre più cose al posto nostro, o almeno che ce le renda molto più semplici.

Google Pixel 11 Pro: caratteristiche tecniche

Display Super Actua OLED LTPO da 6,3 pollici
Refresh rate 120 Hz
Luminosità Fino a 3.600 nit
Processore Google Tensor G6
RAM 16 GB
Memoria interna 256 GB / 512 GB / 1 TB
Fotocamera principale 50 MP
Ultra-grandangolare 48 MP
Teleobiettivo 48 MP con zoom ottico 5x
Zoom massimo Pro Zoom fino a 120x
Fotocamera frontale 42 MP
Video 4K fino a 60 fps / 8K tramite Video Boost
Batteria 4.850 mAh
Ricarica wireless Pixelsnap Qi2.2 fino a 25 W
Sistema operativo Android 17
Aggiornamenti 7 anni di aggiornamenti software e di sicurezza
Resistenza Certificazione IP68
Prezzo A partire da 1.199 €

Design: Google non ha voluto cambiare tutto

Se vi aspettavate un Pixel completamente diverso, vi dico subito che non è questo il caso.

Il design rimane molto riconoscibile e continua a esserci il classico modulo fotografico posteriore che ormai identifica immediatamente uno smartphone Pixel.

Davanti troviamo un display Super Actua OLED LTPO da 6,3 pollici, con refresh rate variabile da 1 a 120 Hz e una luminosità massima dichiarata che arriva fino a 3.600 nit.

Quindi, almeno sulla carta, il display rimane assolutamente da top di gamma.

La novità che mi incuriosisce di più, però, è dietro.

HiLight: finalmente i LED tornano utili

Google ha introdotto una funzione chiamata HiLight, praticamente un sistema di LED colorati integrato nella parte posteriore dello smartphone.

E questa è una di quelle funzioni che magari sembrano una sciocchezza, però poi potrebbero diventare molto comode.

Per esempio, mentre utilizzate Gemini, le luci possono farvi capire se l’intelligenza artificiale vi sta ascoltando, se sta elaborando quello che avete chiesto oppure se vi sta rispondendo.

Ma c’è anche un’altra cosa interessante.

Potete associare colori differenti ad alcuni contatti e, quando ricevete una chiamata, capire chi vi sta chiamando semplicemente guardando la luce sul retro.

Quindi anche se avete lo smartphone appoggiato con lo schermo rivolto verso il basso potete riconoscere subito la persona.

Non è sicuramente la funzione per cui comprerei un telefono da oltre mille euro, sia chiaro, ma è una di quelle piccole aggiunte che apprezzo perché ha effettivamente un’utilità.

Tensor G6: qui c’è il vero cambiamento

Dentro al Pixel 11 Pro troviamo il nuovo Google Tensor G6.

E sapete che sui Pixel secondo me non ha molto senso fermarsi ai classici benchmark.

Google non ha mai cercato semplicemente di avere il chip più potente in assoluto. Il punto del Tensor è soprattutto far funzionare bene tutto quello che riguarda fotografia computazionale e intelligenza artificiale.

Ed è proprio lì che Tensor G6 dovrebbe fare la differenza.

Google parla di prestazioni migliori rispetto alla generazione precedente, ma soprattutto di una TPU più potente per gestire i modelli AI direttamente sul dispositivo.

Tradotto in modo molto semplice: alcune operazioni legate a Gemini possono essere eseguite più velocemente e, quando possibile, senza dover mandare continuamente tutto sul cloud.

Ed è probabilmente questa la direzione più interessante dei nuovi Pixel.

Gemini non è più soltanto un’app

Una cosa che ormai è evidente è che Google vuole rendere Gemini parte integrante dello smartphone.

Non vuole più che apriate semplicemente l’app di Gemini quando vi serve qualcosa.

L’obiettivo è farlo comparire nel momento in cui può essere utile.

Una delle novità che trovo più interessanti si chiama Rambler.

In pratica è una funzione di dettatura integrata in Gboard, ma non fa semplicemente quello che facevano già i vecchi sistemi di dettatura vocale.

Quando parliamo, infatti, diciamo continuamente “ehm”, ci interrompiamo, cambiamo frase a metà e ripetiamo le parole.

Rambler cerca di capire quello che volevamo realmente dire e trasforma il discorso in un testo molto più pulito.

Quindi voi potete parlare normalmente e il telefono prova a sistemare la frase al posto vostro.

Questa, per esempio, è una di quelle applicazioni dell’AI che personalmente trovo molto più interessanti rispetto alle classiche funzioni messe lì solo per poter dire che uno smartphone “ha l’intelligenza artificiale”.

Fotocamera del Pixel 11 Pro: cosa troviamo

Arriviamo a una delle parti che sui Pixel interessa sempre tantissimo: la fotocamera.

Sul Google Pixel 11 Pro troviamo tre sensori posteriori:

  • una fotocamera principale da 50 MP;
  • una ultra-grandangolare da 48 MP;
  • un teleobiettivo da 48 MP con zoom ottico 5x.

Davanti abbiamo invece una fotocamera da 42 MP.

Il teleobiettivo utilizza un sensore più grande e adesso è possibile sfruttare la modalità Ritratto anche con lo zoom 5x.

Lo zoom digitale arriva invece fino a 120x con Pro Zoom.

Ora, ovviamente 120x non significa che improvvisamente abbiamo uno zoom ottico gigantesco dentro lo smartphone.

Qui entra in gioco tantissimo l’elaborazione software.

Ed è proprio questa la specialità di Google: prendere l’immagine catturata dal sensore e cercare di recuperare il maggior numero possibile di informazioni attraverso il software.

Instant Night Sight: finalmente meno attese di notte

Se avete mai utilizzato la modalità notte su uno smartphone sapete benissimo qual è il problema.

Scattate la foto e poi dovete rimanere immobili sperando che nel frattempo anche il soggetto davanti a voi faccia la stessa cosa.

Con Instant Night Sight, Google prova a ridurre parecchio questo tempo.

E secondo me è una funzione più importante di quanto possa sembrare.

Perché fotografare un edificio immobile di notte è relativamente semplice.

Provate invece a fotografare un bambino, un animale oppure una persona che si muove.

Se il tempo necessario per ottenere una buona foto diminuisce davvero, cambia parecchio l’esperienza d’uso.

Magic Capture: foto o video? Perché scegliere?

Questa è forse una delle funzioni che mi incuriosiscono maggiormente.

Si chiama Magic Capture.

In pratica, invece di dover scegliere prima se scattare una foto oppure registrare un video, lo smartphone può analizzare una sequenza di centinaia di fotogrammi e cercare automaticamente i momenti migliori.

Per esempio può individuare un sorriso, un’espressione particolarmente riuscita oppure un movimento interessante e trasformare quel preciso istante in una fotografia.

Nel frattempo però avete anche il video.

Pensate a quanto può essere utile con bambini, animali, sport o qualsiasi situazione in cui non sapete esattamente quando succederà qualcosa.

Non dovete più cercare di premere il pulsante nel secondo perfetto: in teoria può pensarci il Pixel.

Camera Looks: scegliete prima come deve venire la foto

Google introduce anche Camera Looks.

Sono sostanzialmente diversi stili fotografici che potete scegliere direttamente prima di scattare.

E attenzione, non parliamo semplicemente del classico filtro Instagram applicato alla fine.

Il telefono può modificare il modo in cui gestisce colori, contrasto e tonalità già durante la creazione dell’immagine.

Ci sono diversi profili disponibili, alcuni più naturali e altri più particolari.

Per chi pubblica spesso sui social può essere interessante soprattutto perché permette di mantenere uno stile abbastanza coerente senza dover modificare ogni singola foto successivamente.

Creator Suite: questa per me è molto interessante

Qui arriviamo probabilmente alla parte che mi interessa di più personalmente.

Sul Pixel 11 Pro arriva Creator Suite, una serie di strumenti pensati proprio per chi registra contenuti direttamente dallo smartphone.

E finalmente parliamo di funzioni che possono servire davvero.

Per esempio c’è un teleprompter integrato direttamente nella fotocamera.

Quindi potete scrivere il vostro testo, iniziare a registrare e leggerlo direttamente sullo schermo senza dover utilizzare un secondo dispositivo.

Il teleprompter può anche seguire il ritmo con cui state parlando.

Ma non finisce qui.

Ci sono anche:

  • griglie pensate per i formati social;
  • cartelle per organizzare i progetti;
  • strumenti per ordinare e tagliare più velocemente le clip;
  • funzioni che aiutano a preparare contenuti per Reel, TikTok e Shorts.

Ecco, questa secondo me è una bella idea.

Perché spesso quando si parla di AI negli smartphone vengono presentate funzioni spettacolari sulla carta ma che poi utilizziamo due volte.

Un teleprompter integrato nella fotocamera, invece, per un creator potrebbe diventare una funzione utilizzata praticamente ogni settimana.

E i video?

Sul fronte video il Pixel 11 Pro registra fino al 4K a 60 fps.

Utilizzando Video Boost si può arrivare invece fino all’8K.

Bisogna però capire bene come funziona: Video Boost sfrutta anche l’elaborazione nel cloud, quindi il risultato finale non viene generato esclusivamente dallo smartphone nel momento in cui registrate.

Ci sono poi diverse funzioni software, tra cui stabilizzazione avanzata, Night Sight Video, HDR a 10 bit e Audio Magic Eraser.

Google sembra quindi continuare a lavorare molto sulla parte video, che storicamente è stata una delle aree in cui i Pixel avevano più terreno da recuperare rispetto ad alcuni concorrenti.

Live Translate sembra quasi fantascienza

Un’altra funzione che mi ha colpita è la nuova evoluzione di Live Translate.

Non parliamo semplicemente di sottotitoli tradotti.

Il Pixel può utilizzare l’intelligenza artificiale per prendere un contenuto audio o video e tradurre direttamente il parlato in un’altra lingua.

In pratica è una sorta di doppiaggio automatico.

È sicuramente una delle funzioni più impressionanti da vedere, anche se qui bisognerà capire bene quali lingue saranno supportate e soprattutto quali funzionalità arriveranno davvero anche in Italia.

Perché questo è sempre un punto importante quando parliamo delle funzioni AI di Google: non è detto che tutto sia disponibile ovunque fin dal primo giorno.

Batteria: 4.850 mAh e Pixelsnap

Il Pixel 11 Pro utilizza una batteria da 4.850 mAh.

Google dichiara un’autonomia superiore alle 30 ore nell’utilizzo standard.

Con un alimentatore compatibile si può arrivare a circa il 55% di batteria in 30 minuti.

Ma probabilmente la parte più interessante riguarda la ricarica wireless.

Il Pixel 11 Pro supporta infatti Pixelsnap, il sistema magnetico di Google compatibile con Qi2.2.

Per capirci facilmente: il concetto è molto simile a MagSafe.

Avete dei magneti sul retro del telefono che permettono di agganciare caricabatterie, stand e altri accessori compatibili senza doverli allineare manualmente ogni volta.

Non è una tecnologia completamente nuova nel mondo smartphone, ma sono contenta che Google abbia deciso di adottarla seriamente anche sui Pixel.

Android 17 e sette anni di aggiornamenti

Naturalmente il Pixel 11 Pro arriva con Android 17.

Google continua inoltre a garantire sette anni di aggiornamenti, comprese nuove versioni di Android, patch di sicurezza e Pixel Drop.

E secondo me questo conta parecchio.

Perché se spendete più di mille euro per uno smartphone, sapere che continuerà a essere aggiornato per molti anni è sicuramente un punto a favore.

Google Pixel 11 Pro: quanto costa?

Arriviamo al prezzo.

Il Google Pixel 11 Pro parte da 1.199 euro nella versione da 256 GB.

Sono disponibili anche versioni da 512 GB e 1 TB.

La configurazione da 256 GB dispone di 12 GB di RAM, mentre le versioni con maggiore memoria arrivano fino a 16 GB.

In Italia il Pixel 11 Pro sarà disponibile nei negozi dal 20 agosto 2026.

E sì, siamo ormai abbondantemente nella fascia premium.

Quindi, cosa penso del Pixel 11 Pro?

La cosa che trovo più interessante del Google Pixel 11 Pro è che non cerca necessariamente di convincervi dicendo: “guardate quanto è cambiato rispetto all’anno scorso”.

Perché esteticamente, diciamocelo, non è quello il punto.

Il vero cambiamento sembra essere nel modo in cui Google sta cercando di rendere lo smartphone più intelligente nelle piccole cose.

Rambler, Magic Capture, Instant Night Sight, HiLight, Gemini e Creator Suite hanno tutte una cosa in comune: provano a farvi perdere meno tempo.

E secondo me questo è molto più interessante rispetto ad aggiungere semplicemente qualche megapixel o aumentare leggermente la potenza.

Naturalmente una cosa è vedere queste funzioni sulla carta e un’altra è utilizzarle davvero tutti i giorni.

Quindi sarà soprattutto con una prova completa che si potrà capire se il Pixel 11 Pro riesce davvero a rendere l’esperienza migliore oppure se alcune di queste novità finiranno nel classico cassetto delle funzioni che proviamo una volta e poi dimentichiamo.

Ha senso passare da iPhone a Google Pixel?

Ho letto poi i vostri commenti su Instagram e se state pensando di passare da iPhone a Google Pixel, qui sotto vi lascio un video in cui vi spiego in modo semplice cosa cambia davvero: cosa si guadagna, a cosa bisogna rinunciare e quali sono le differenze più importanti nell’uso quotidiano. Perché sulla carta può sembrare un passaggio semplice, ma quando siete abituati all’ecosistema Apple ci sono alcune cose da sapere prima di cambiare.

Domande frequenti sul Google Pixel 11 Pro

Quanto costa il Google Pixel 11 Pro?

Il Google Pixel 11 Pro parte da 1.199 euro in Italia nella versione con 256 GB di memoria interna.

Quando esce Google Pixel 11 Pro?

Il Google Pixel 11 Pro sarà disponibile in Italia a partire dal 20 agosto 2026.

Quale processore utilizza Pixel 11 Pro?

Google Pixel 11 Pro utilizza il nuovo Google Tensor G6, progettato soprattutto per migliorare fotografia computazionale e funzioni basate sull’intelligenza artificiale.

Che fotocamere ha Google Pixel 11 Pro?

Sul retro troviamo una fotocamera principale da 50 MP, una ultra-grandangolare da 48 MP e un teleobiettivo da 48 MP con zoom ottico 5x. La fotocamera frontale è invece da 42 MP.

Cos’è HiLight sul Pixel 11 Pro?

HiLight è un sistema di LED colorati integrato nella parte posteriore del telefono. Può mostrare lo stato di Gemini e utilizzare colori differenti per alcune notifiche e chiamate.

Google Pixel 11 Pro ha Pixelsnap?

Sì. Il Pixel 11 Pro supporta Pixelsnap, il sistema magnetico compatibile con Qi2.2 che permette di utilizzare caricabatterie e accessori magnetici.

Pixel 11 Pro è interessante per i content creator?

Diciamo di sì, soprattutto grazie a Creator Suite, che integra strumenti come teleprompter, gestione dei progetti e funzioni dedicate alla creazione di contenuti social direttamente nella fotocamera. La qualità video però, continuo a preferirla su altri smartphone.

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